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L'Artista

L'ARTISTAGINO RENON nasce a San Giovanni Lupatoto (VR) nel 1934. La formazione scolastica è primaria e secondaria. Frequenta alcuni corsi di “ornato” in giovane età presso la città natale. Si può definire essenzialmente un "artista autodidatta". Perfeziona il proprio linguaggio artistico a partire dalla fine degli anni Cinquanta e partecipa a numerosi concorsi ed esposizioni, anche a carattere nazionale, a decorrere dagli anni Settanta, con ottenimento di premi e riconoscimenti per la qualità delle opere. A decorrere dall’anno 1978 allestisce, senza soluzione di continuità, mostre personali e collettive. Nel 1990 è ideatore e fondatore con alcuni pittori concittadini del gruppo “Sangiovanninarte”, che persegue il fine della promozione dell’arte e la pittura attraverso l’allestimento annuale di mostre collettive. L’ultima mostra personale di particolare rilievo in ordine di tempo è una “mostra antologica di pittura e scultura”, svoltasi a novembre 2005 nella città natale. In tale occasione, per la prima volta, vengono presentate ed esposte le sculture, che ottengono un apprezzamento particolarmente favorevole da parte della critica e dei visitatori della mostra.

LA CRITICA "E adesso vi parlo dell’arte di Gino Renon. Un pittore ed uno scultore che con la sua produzione di immagini partecipa al cambiamento dell’arte figurativa. La sua è una pittura di impostazione realistica che racconta gli accadimenti del presente in maniera poetica. Con la scultura lavora sperimentando materiali plastici, definendo dei volumi atti a configurare emozionanti animali fantastici e reali. Vi dicevo che Renon partecipa al cambiamento. L’arte sta cambiando. Sta accadendo. Siamo al giro di boa. Quell’arte per l’arte acclamata dai critici militanti, che ha imbevuto di sapere estetico il Novecento, oggi esce di scena. Ora si interfaccia tra noi e la realtà un’arte che celebra, che racconta, che è testimone dei vissuti, delle sensazioni e delle emozioni. Nella nicchia in espansione, l’opera di Renon trova dimora. Ciò non toglie nulla alle avanguardie e alle relative conseguenze. Ormai appartengono alla storia e noi ne facciamo riferimento. Sono icone del nostro tempo le opere di Picasso, Klee, Boccioni, segnano un’epoca. Adesso l’arte approda a nuovi lidi. Era ora. Diventa veramente popolare. Parla alle persone che stanno in balconata, nel loggione e in platea. L’arte ritorna in mano agli artisti. Allargando il concetto e mutuando un titolo di un mio libro, possiamo dire che “tutti siamo artisti” e a noi piace saperlo. Ci conforta constatare che ognuno di noi (Renon, io, ecc.), senza paura, può prendere in mano un pennello ed essere artista, investito di un ruolo che lo porta a costruire situazioni nuove ed originali. Il ruolo dell’artista ci permette di proporre situazioni insolite utilizzando liberamente i nostri repertori conoscitivi. In questo ambiente si inserisce anche l’opera di Renon. La sua pittura diventa spettacolo meraviglioso, desta meraviglia. I sistemi tecnico-espressivi dell’arte non invecchiano, mantengono sempre fascino. Si riposizionano nel presente accogliendo nuovi stimoli. Il vecchio si miscela con il nuovo, il particolare con l’universale. Renon, in sintonia con questi dettati, approda alla scultura plasmando le figure con sapienza. Cavalli, tori, animali fantastici sono il nuovo mito. Il materiale di costruzione è apparentemente banale (della rete metallica). Quasi un’opera dadaista (anche le avanguardie diventano utili). Un materiale stretto tra le mani e con sapienza l’autore compone le figure. Poi la saldatura e la colorazione, effetti ottenuti mediante l’aerografo. Anche l’artista Renon è membro del villaggio globale, ma non ha perso la sua origine. Sa rimanere ancorato alla tradizione. In questi vissuti si concepisce il dono dell’arte. Ma se non avete cuore, il dono si svuota di senso, diviene un incontro malato, la comunicazione artistica si annulla”. Felice Naalin (2005)





Gino Renon

Pittore, Scultore, Musicista

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